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Onna bugeisha le samurai donna 5

"8 Marzo Festa della Donna e le Onna-Bugeisha: l'epico ardimento delle Donne Samurai"
Articolo a cura dello Shihan Giovanni Legato 6th Dan - Direttore Tecnico Nazionale Wjjc italy


La Giornata internazionale dei diritti della donna, o festa della donna, che ricorre l'8 marzo di ogni anno, è nata per ricordare le conquiste sociali, economiche e politiche, ma anche per le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto in molte parti del mondo.


Trovo perfetta questa giornata per parlare di storia e dei legami tra le donne e le arti marziali, mettendo in risalto una figura meno conosciuta, quella della Onna-bugeisha, una donna-guerriera di nobile estrazione, appartenente alla classe bushi nel Giappone Feudale, la stessa della gloriosa casta di guerrieri del Giappone, i Samurai.

La figura dell'onna-bugeisha (女武芸者 lett. "Artista marziale femminile") si sviluppò nel Giappone feudale, attorno alla fine del 1100, anche se nel remoto passato del paese proprio una donna, Jingū, pare che abbia guidato l’invasione della Corea, nel 200 dC.

Non fu esattamente l’equivalente femminile del samurai, perché la maggior parte delle onna-bugeisha viveva la giornata con una consuetudine piuttosto tradizionale, occupandosi della casa, in qualità di mogli, figlie e sorelle di samurai.

Quando i guerrieri erano lontani per combattere, le donne dovevano preoccuparsi del buon andamento degli affari e della gestione economica della famiglia, sapevano quindi leggere e scrivere, ma venivano anche addestrate al combattimento, imparando usare prevalentemente il naginata, una sorta di lancia dotata di lama , ma anche l'arte della tantōjutsu con uso del kaiken e del tantō che erano armi bianche del tipo coltello-pugnale. 

In tempo di guerra, le onna-bugeisha dovevano difendere la propria casa, la famiglia e l’onore da ladri e invasori; le donne giapponesi del medioevo non erano quindi delle fragili dame, ma all’occorrenza coraggiose guerriere.

 

Schermata 2016 05 31 alle 19.17.01Se un guerriero samurai non aveva figli maschi (ma talvolta anche in questo caso), poteva decidere che la figlia diventasse una onna-bugeisha a tempo pieno; la donna adottava abiti e acconciature maschili, portava due spade, ed entrava al servizio del suo daimyo (il feudatario).

Tomoe Gozen fu una famosa onna-bugeisha che combatté nella guerra Genpei (1180-1185), che segnò lo scoppio delle ostilità tra il clan Taira e il clan Minamoto; due gruppi giapponesi assai importanti e potenti del tardo periodo Heian.  Durante questo lasso di tempo è stata scritta l'epopea intitolata Heike monogatari la quale racconta storie di samurai coraggiosi e devoti; tra questi vi era anche Tomoe Gozen, servitrice di Minamoto no Yoshinaka del clan Minamoto.

Tomoe assistette Yoshinaka e lo aiutò a difendersi contro le truppe del cugino Minamoto no Yoritomo.

Durante la battaglia di Awazu, svoltasi il 21 febbraio 1184, ella guidò le truppe tra le file nemiche, gettandosi sul loro guerriero più forte, disarcionandolo e decapitandolo. Nel racconto di Heike è stata descritta come "particolarmente bella, con la pelle bianca e i capelli lunghi, ed altre caratteristiche affascinanti.

Era anche un arciere notevolmente forte, mentre come spadaccina era un guerriero che valeva più di mille, pronta a confrontarsi con un demone o un dio, montando a cavallo nel corso di marce ininterrotte con superba abilità.

Ogni volta che una battaglia era imminente Yoshinaka la inviava al fronte come suo primo capitano, indossando una resistente armatura, una spada di grandi dimensioni ed un potente arco. Si esibì in atti di valore più di tutti gli altri suoi guerrieri".

Anche se non si è riusciti a dimostrare con certezza che sia stata una figura storica, Tomoe Gozen ha avuto un alto impatto sulla classe guerriera, tra cui molte delle scuole tradizionali di naginata. Le sue azioni in battaglia hanno anche ricevuto molta attenzione nelle opere artistiche quali il Tomoe no Monogatari ed in vari dipinti di genere ukiyo-e e fu un modello di riferimento per molte generazioni di donne giapponesi.

Hōjō Masako e Nakano Takeko sono invece due figure storiche ben documentate; la prima visse nel XII secolo, durante un periodo di intensi conflitti, divenne la prima reggente donna di uno shogunato, quello di Kamakura, e passò alla storia come la ama-shogun, cioè la suora-shogun, perché quando rimase vedova, come era consuetudine divenne una suora buddista, continuando comunque ad occuparsi di politica. 

Nakano Takeko, nata nel 1847, era la figlia di un funzionario del feudo di Aizu, che fu adottata dal suo insegnante di arti marziali.

Onna bugeisha le samurai donna 7Nel 1868, durante la battaglia di Aizu, guidò un manipolo di circa venti guerriere, che combatterono in maniera indipendente contro l’esercito imperiale giapponese. Dopo aver ucciso molti soldati avversari con la sua naginata, fu centrata dal colpo di un fucile; in fin di vita chiese alla sorella di tagliarle la testa, perché non diventasse un trofeo per i nemici.

La memoria collettiva e storica della sua figura, e delle gesta sue e delle sue guerriere, è tenuta viva e tramandata ancora da manifestazioni e rievocazioni storiche, come quelle che si tengono il settembre di ogni anno durante il Festival dell'autunno di Aizu. In quell'occasione, un gruppo di giovani ragazze in costume, abbigliate con hakama e con la testa cinta da fasce bianche, prende parte a un corteo storico in cui ogni anno si ripropone l'aspetto marziale di Nakano e della sua banda di donne guerriere dello Joshigun (女子軍), l'esercito femminile, e se ne rievocano e commemorano le figure e le azioni di guerra.

La vera forza delle donne samurai di Aizu è riflessa nella loro semplicità, come scrisse Takeko nella sua poesia di morte con il nemico alle porte, per dare a quegli istanti un'impressione di bellezza e per lasciare così un ultimo messaggio qualora fosse stata uccisa in battaglia:

«Non oserei mai considerarmi / membro della cerchia dei più grandi e famosi guerrieri / anche se condivido con tutti loro / il medesimo coraggio.»

Con questo suggestivo messaggio di Nakano Takeko, finisce questo piccolo viaggio in questo spaccato di storia del Giappone, in cui le donne dimostrarono, un forte legame allo spirito e alla filosofia dell'arte del combattimento.

Il racconto di queste donne-guerriene, consegna oltremodo, a questa giornata speciale dell'8 marzo, la necessità imprescindibile di ricordare tutte le azioni compiute dalle donne di ogni angolo del pianeta per ottenere rispetto, emancipazione ed equità.

Il mio personale augurio è che possiate sempre continuare ad illuminare e ad ispirare il mondo.

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Shihan Giova

nni Legato 6th Dan

Direttore Tecnico Nazionale

World Ju-Jitsu Corporation - Italy
website: www.wjjc.it

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